     ...in quella parte del Piemonte che confina con la Svizzera e con la Lombardia, terra turistica ormai, ma con una storia antica, in una bella giornata di sole, il lago Maggiore è cangiante di mille riflessi luminosi e le isole si stagliano nitide sullo sfondo delle acque e delle montagne verdeggianti di un settembre ancora caldo. Con il sole o con la pioggia, con il lago liscio e tranquillo o con il lago in burrasca, plumbeo e pieno di cavalloni spumeggianti, i traghetti solcano le acque del lago Maggiore da Intra verso Laveno e viceversa, con il loro carico di macchine, e i battelli, che vanno alle isole Borromee, isola Madre, isola Bella e isola Pesacatori - di fronte a Stresa -, o fino alla Rocca di Angera, trasportano i turisti in vacanza. Dal battello si possono ammirare il lago, le prealpi e le Alpi tutt'intorno, il Mottarone, la costa con i parchi famosi, come villa Taranto a Pallanza o villa Pallavicino a Stresa, i grandi e lussuosi alberghi di Baveno, Stresa, Arona e Belgirate, le ville antiche e moderne in mezzo al verde, le cave che tagliano la montagna e da cui si estraggono da secoli il marmo ed il granito - da Candoglia via acqua partì tutto il granito x il Duomo di Milano, anche se il più famoso è quello rosa di Baveno - fino ai castelli di Cannero, verso la Svizzera, in tempi lontani residenza di malvagi pirati, e Cannobbio. Il lago Maggiore, nato circa 15 mila anni fa dal ritiro dei ghiacciai dell'ultima fase glaciale, è grande e tutta la zona del Verbano è bella da vedere e da conoscere, ma io amo due posti in particolare. L ' isola Madre, 330 metri x 222 di larghezza, che Gustave Flaubert definì " paradiso terrestre ...è il luogo del golfo più voluttuoso che io abbia visto, la natura ci affascina di mille seduzioni ..." , dove il clima particolarmente favorevole consente la coltivazione all'aperto di specie botaniche subtropicali e rare, come le palme i mirti gli agrumi le bouganvillee le epomee blu del Brasile la pianta del caffé e l'albero del fazzoletto del Tibet, con la splendida villa solitaria e maestosa, restaurata nel 1978 dalla principessa Borromeo, che sorge su un'antica fortezza romana e a cui si accede dalla Loggia del Kashmir, con le collezioni di bambole, livree, porcellane e il teatrino delle Marionette inaugurato nel 1778. E Villa Taranto, in primavera, quando ci sono le fioriture delle azalee, delle camelie, dei rododendri e dei bulbi, che con le loro macchie di colore rendono speciali questi due luoghi magici. Villa Taranto fu acquistata nel 1931 da un gentiluomo scozzese, il capitano Neil Boyd McEacharn, arciere della regina d'Inghilterra e accademico linneano, sul promontorio della Castagnola a Pallanza, con l'antica proprietà "La Crocetta" della marchesa di Sant'Elia. La disordinata massa boschiva fu trasformata in un affascinante e suggestivo percorso di 7 km di giardini all'inglese e fu chiamato Taranto dal nome di un suo antenato, il maresciallo McDonald, nominato duca di Taranto da Napoleone. Il gentiluomo scozzese, nato a Garlieston nel 1884, proprietario di una grande compagnia di navigazione, miniere di ferro e carbone e di vastissimi territori in Australia, fece più volte il giro del mondo x arricchire delle specie più rare e più belle la sua tenuta, a cui dedicò gran parte della sua vita e del suo patrimonio, x poi donarla fin dal 1939 allo Stato italiano e a tutti noi che la visitiamo... Un altro luogo a me caro è il Museo del Paesaggio a Pallanza, nell'antico palazzo Viani-Dugnani, che ospita le opere di Troubetzkoy, lo scultore di origine russa che ha lasciato qui i suoi gessi e le sue opere più famose, intimiste, morbide e piene di luce, e i quadri e le opere di Ranzoni e di altri artisti di fine '800, piccoli gioielli di pittura che meritano di essere visti, apprezzati e conosciuti da tutti! settembre 2004 erica |