UN PENSIERO SPECIALE 
è
dal dolore
e
dalla sofferenza
che
nascono
la sensibilità
la pietà
l'amore
per
gli altri
 
ma
quanto è difficile
affrontare
la voce
angosciata
e
affranta
di una mamma
la cui sofferenza
e il dolore
oggi
sono così grandi
 è sempre
più difficile
triste
e
doloroso
 
per quella mamma
e per un figlio
 piccolo topolino coraggioso
il cui dolore
e la sofferenza
oggi
sono così grandi
 
va'
un pensiero speciale
 
un pensiero di affetto
di amore profondo
di speranza
la speranza che questo tuo calvario
tremendo
ed
estenuante
abbia termine
per te
e per noi tutti
che ti vogliamo tanto bene!
 
erica rg 21 settembre 2003

CIAO, PICCOLO.
Ciao piccolo!
ciao, piccolo
mio piccolo dolcissimo bimbo
oggi sarò sola in quella chiesa
sola senza il tuo sorriso
il tuo ultimo sorriso di venerdì scorso
quando ti sei risvegliato
con il tuo gattone rosso
e mi hai detto come sempre
sì,sì tutto bene
anche se nulla andava bene...ormai

Resterai per sempre con me
Piccolo
nel più profondo del cuore
là dove gli altri non possono arrivare
il mio topolino spaventato dei primi giorni di
scuola
il mio tigre coraggioso della malattia del dolore
tanto dolore quanto dolore e quanta sofferenza
tanta troppa per un bimbo dolce sereno solare
come eri allora

il mio Teo degli ultimi giorni
consapevole di doverci lasciare
stanco rassegnato che non ce la faceva più
e non ne poteva più di ospedali e dottori
sconfitto dal male e dal cortisone
una maturità profonda
negli occhi sofferenti
e la gioia di aprire un regalo
Subito
senza aspettare domenica
e i lacrimoni di gioia e il sorriso
per quel coniglio blu...e il nostro biglietto d'auguri

non so se ce la farò a restare oggi
lì in quella chiesa
Sola con il mio dolore
in quella chiesa.

Io non ho mai avuto fretta
Piccolo
e ritagliavo il mio tempo per te
io ho pianto e riso e sofferto con te
a casa e in ospedale
e con la tua mamma ormai rassegnata
di queste ultime settimane
di questi due lunghi,lunghissimi,infiniti anni...
grazie,tesoro,grazie di averti conosciuto
e di averti voluto un mare di bene
che tu possa vivere per sempre felice
per sempre nei verdi boschi del cielo
con quell'anziano signore
che lo scorso anno a luglio
ti incontrava tutti i giorni
sulle scale dell'ospedale
e ti faceva ridere
e ti diceva tu almeno hai la stampella per correre...
che tu possa vivere con il mio papà
che ti faceva ridere così tanto
felice e sereno per sempre...

ciao Teo
abbiamo perso tante battaglie
contro la burocrazia e l'indifferenza
ma siamo stati ugualmente bene
tanto bene con la tua semplicità ed innocenza

e domani ci rivedremo in quel cimitero
dove passerò tutti i giorni
anche per te piccolo
per il mio piccolo
che già tanto mi manca...
le mie ansie le mie angosce le mie speranze
e la rabbia profonda per il tuo calvario così doloroso
si sono sciolte nelle lacrime e nelle carezze alle tue manine giunte ormai fredde nel sonno eterno di ieri pomeriggio
nelle lacrime di questa lunga notte insonne ...
un bacione
erica rg 27 novembre 03

TRA le STELLE 

Oggi a Verbania era stata organizzata la festa x i 90 anni del gruppo scout, nato nel 1916 quando al Circolo San Vittore era sorto il gruppo Intra I, ma giovedì Emanuele, un  lupetto di 9 anni che frequentava l'Oratorio di san Vittore, si è sentito male in piscina, mentre nuotava con i compagni di classe e con gli istruttori, e nonostante sia stato portato a Novara con tutta l'urgenza possibile x essere subito operato, se ne è andato xchè il suo piccolo cuore si è fermato x sempre

un dolore che attanaglia ed uno smarrimento immenso x chi lo conosceva e gli voleva bene. Il padre medico e la madre insegnante al liceo hanno spiegato ai compagni del loro bellissimo bimbo che li ha lasciati x sempre - 3 mesi fa era morta anche una loro insegnante in un incidente - che Emanuele è volato in cielo e che dovranno  guardare tutte le sere la stella che splende più luminosa, è lui che li saluta da lassù!   Un pensiero a Emanuele e ai suoi compagni di classe, ai suoi genitori e a don Fabrizio che lo aveva visto sabato scorso in Oratorio.

Quando i piccoli, che abbiamo avuto in classe, che abbiamo conosciuto e a cui abbiamo voluto bene, ci lasciano in modo repentino o dopo una lunga malattia e  tanta sofferenza, ci restano solo le lacrime e il dolore   Io ricordo ancora le tue parole che mi hai inviato x email, don Fabrizio, quando 3 anni fa Teo se ne è andato anche lui, a 14 anni appena compiuti, e la rabbia che provavo x quella morte così dolorosa era tanto forte e tanto grande da attanagliarmi come una morsa, una morte così dura e così difficile da accettare  Le tue erano le parole di un giovane uomo di chiesa, le mie erano le parole di una insegnante e di una donna che non credeva più in un dio di amore e di misericordia le cui vie erano a noi misteriose e sconosciute, xchè lo avevo seguito a scuola e a casa ed in ospedale x due lunghissimi anni  in un calvario straziante che un piccolo dolce e sereno ragazzino qual era in prima media non si meritava x nulla, nè lui nè i suoi genitori .

Queste sono le parole ed il mio ricordo personale x Teo, che ho scritto sabato 29 novembre 2003, su richiesta del sacerdote che aveva celebrato il funerale, x il giornale locale, l'Informatore : Matteo ci ha lasciati.
I suoi 14 anni appena compiuti e i due lunghi anni di malattia non hanno mai intaccato il suo sorriso dolce, il suo coraggio e la sua voglia di vivere.  Ricordo il primo anno di scuola media, la sua timidezza iniziale in un ambiente nuovo con tanti nuovi prof. sconosciuti, e la sua gentilezza, la sua grande voglia di partecipare alla vita di classe e la paura di buttarsi e sbagliare, sempre garbato, sereno e tranquillo e riservato.  L'amore x la natura e gli animali, la vita all'aria aperta e la passione per la rossa Ferrari e il mitico Schumi erano tutto per lui   A poco a poco, con il passare del tempo, con la conoscenza e l'affetto reciproco, ho sentito sempre di più la sua bella vocina squillante, le sue  risate allegre e la sua gioia in quel bel visino tondo e vispo.  Di lui mi restano tanti, tantissimi ricordi e alcune foto di una gita primaverile, spensierata e festosa, a Orta, dove si è scatenato e divertito per l'intera giornata, passata a giocare, a ridere, a scherzare e a correre, soprattutto, con gli altri compagni.  La nostra grande amicizia è nata lì tra quei banchi di scuola, piccoli come piccoli, allora, lo erano Matteo e la 1a G e per sempre resteranno in me la sua presenza e il suo essere un piccolo grande ragazzo forte e saggio, delizioso e piacevole nella sua semplicità e sereno nell'accettare tutto ciò che la vita gli ha dato.
Un ultimo abbraccio,tesoro, ed un bacione grossissimo
la tua prof.

Stamattina sono passata al cimitero e mi sono soffermata come sempre a dare un saluto anche a lui e il mio pensiero è volato lassù in alto, in quel cielo azzurro e splendente di sole, dove tra le stelle più brillanti c'è anche lui;  tanto spesso mi arrabbio quando i ragazzi e le ragazze che ho in classe sprecano la loro intelligenza il loro tempo e la loro gioventù in modo superficiale sciocco o sbagliato perdendosi in percorsi di vita insignificanti e banali ma mi arrabbio ancora di più con la vita e con il destino che colpiscono senza pietà alcuna quei  piccoli  che non si meritano di soffrire di stare male e di morire così giovani...  anche ora i miei pensieri vanno ad uno dei miei piccoli la cui salute è tanto precaria e il cui banco così spesso resta vuoto xchè non ce la fa a venire a scuola con noi, non può giocare con gli amici, non può avere la vita, le gioie, le speranze dei suoi coetanei di 13 anni; anche x lui incrocio le dita e spero in un miracolo ! ... almeno questa volta. ericablog 25 marzo 2006

Thiago

Ciao Erica, ti auguro un buon anno scolastico!
Devo darti una notizia un pò triste,ma forse la sai già. Il nostro alunno Thiago di qualche anno fa non ce l'ha fatta, purtroppo si è tolto la vita questa estate.

Questa tremenda notizia , di due sole righe, mi è arrivata ieri sera  con una email da una ex collega della scuola dove insegnavo due e tre anni fa

Chi era Thiago? Thiago aveva due anni in più rispetto ai suoi compagni di seconda media quando è arrivato alla fine di settembre di 3 anni fa in una classe numerosa e fin troppo vivace e con diversi ragazzi e ragazze con situazioni  familiari parecchio difficili Ma ormai ogni classe è numerosa e con tante situazioni difficili xchè mai come in questi ultimi anni la famiglia è in crisi completa e io ci sono abituata e spesso creo dei legami profondi proprio con chi ha un disagio ed un' infelicità evidente. Thiago viveva in comunità, una comunità pubblica, dove era stato mandato dopo essere stato tolto dalla famiglia che lo aveva adottato  piccolissimo, insieme con un fratello maggiore, in Brasile e che x anni li aveva maltrattati e sottoposti a violenze. Era un ragazzo silenzioso, triste, rinchiuso in se stesso ma sicuramente intelligente, con una passione profonda x i computers. Io non avevo insisitito nel pretendere da lui che facesse, non lo avevo obbligato a comunicare con me, non gli avevo imposto la mia presenza xchè aveva già dei contatti obbligati con la comunità, con gli educatori, con la psicologa ecc ecc. A poco a poco ha legato con la sua classe e in terza, con l'insegnante di sostegno ma soprattutto con alcuni suoi compagni , aveva cominciato a fare amicizia e usciva insieme con alcuni dei maschi . Era sempre riservato, silenzioso e tranquillo ma ogni tanto sorrideva, salutava x primo e cominciava a rispondere con una certa frequenza, quando lo coinvolgevo nelle attività didattiche. Andava tutto bene e mai avrei immaginato che succedesse quello che poi è successo. La sua insegnante di lettere, che viveva nella stessa palazzina, dove vivevano anche questi ragazzi, è arrivata un lunedì di dicembre con la notizia che Thiago nel weekend aveva aggredito un educatore , era arrivata la polizia e lo avevano ricoverato sotto sedativi in ospedale !!! Una cosa assurda anche x i suoi compagni con cui era uscito, tranquillo, come al solito , al venerdì pomeriggio. E uno di loro lo aveva cercato la domenica ma quelli della comunità gli avevano risposto in malo modo e avevano messo giù. Se la collega non ci avesse informato dell'accaduto, nessuno ci avrebbe mai detto nulla, Thiago non sarebbe mai più tornato in classe. In effetti da quel giorno noi non lo abbiamo mai più visto xchè il giudice che prese in esame tutta la faccenda lo mandò altrove ( un giudice che non prese neppure in esame l'idea di parlare anche con gli insegnanti di Thiago, che con lui passavano tante ore al giorno e che potevano essere utili nel dire che Thiago era un ragazzino tanto sensibile ed educato !!! ) La collega ed io abbiamo cercato la psicologa e abbiamo poi parlato con lei e con una assistente, o qualcosa di simile. Un colloquio che a me non è piaciuto x nulla xchè la loro unica preoccupazione era quella di non comunicare con noi insegnanti e di far sì che il ragazzo fosse isolato da noi tutti. Ricordo ancora l'ansia ed il panico che ebbero quando noi dicemmo loro che Thiago aveva un telefonino e comunicava normalmente con i suoi compagni !!! Siamo poi riuscite, insistendo con uno degli educatori, a far pervenire a Thiago una lettera nostra e dei suoi compagni, attoniti più di noi xchè anche x loro l'intera vicenda era completamente assurda, e alcuni regali che avevamo preparato x darglieli a Natale. La mia collega di sostegno ha anche ricevuto una sua telefonata , io ho provoto a telefonargli a Pasqua m a nessuno mi ha risposto e da allora Thiago è rimasto un fantasma x noi tutti. Lo scorso anno io sono tornata nella mia vecchia scuola,  non ho più visto o sentito la collega di sostegno, che è entrata in ruolo anche lei altrove, non ho più visto i compagni di Thiago , anche se ogni tanto ripensavo a tutta la vicenda, con un profondo malessere xchè non era la prima volta che avevo avuto in classe alunni vittime di violenze gravi , che vivevano in una comunità o che erano in stretto contatto con psicologi. Avevo già potuto constatare la mancanza di rapporti diretti degli educatori o degli psicologi con noi, a differenza dei genitori con cui molto spesso si instaurano dei rapporti di fiducia e di solidarietà ed aiuto reciproco profondi e duraturi; ma in questo caso avevo trovato veramente sconcertante tutta quanta la faccenda e il fatto che nessuno si era preoccupato di Thiago, ma lo avevano allontanato in fretta e furia come se fosse un pacchetto postale da spedire via , come se fosse un oggetto fastidioso ! Più volte nella mia lunga carriera scolastica ho purtroppo toccato con mano le violenze familiari, gli abusi pesanti, gli orrori di una vita giovanile in mano a persone ignobili e sconvolgenti che hanno lasciato un segno ed un marchio indelebile sui loro figli. In questo caso mi sono sempre chiesta xchè nessuno abbia mai controllato e visto cosa stava succedendo a Thiago e a suo fratello in quella famiglia , di cui ancora portava il cognome, x lunghi anni. I poltici o i legislatori creano le leggi, tanto funzionali sulla carta, ma poi nella realtà troppo sovente nulla funziona e le vittime innocenti subiscono le follie degli adulti, le loro violenze sadiche, le loro perversioni. Quanti sono in Italia i ragazzi e le ragazze che sono stati adottati e di cui più nessuno, né assistenti sociali, né psicologi , né giudici, si è preoccupato di andare a vedere se stanno bene, se vengono trattati bene, se sono contenti di essere lì, con degli adulti adatti , umani e in grado di gestirli e di educarli come dei veri genitori !!! Una storia triste quella di Thiago, una vicenda assurda, e anche oggi, come tante altre volte in passato, mi chiedo se non avessi potuto fare qualcosa di più, qualcosa di diverso x aiutarlo, anche se dovevo inevitabilmente scontrarmi contro un sistema burocratico che non mi piace, e che oltretutto usa i soldi pubblici , i nostri, x affidare questi ragazzi e ragazze a persone , educatori e via di seguito, che non sempre sono  il meglio. Io spero vivamente che ovunque egli sia , ora, Thiago sia felice xchè qui con noi non ha certo ricevuto amore e felicità, ma spero con tutto il cuore che chi ha l'incarico di controllare le famiglie che vogliono adottare un bambino o una bambina, italiani o stranieri che siano, facciano il loro lavoro ed il loro dovere al meglio affinchè questi piccoli vengano dati solo ed esclusivamente a persone idonee. Ci sono già fin troppi genitori naturali che non sanno fare il genitore senza bisogno di avere anche  degli adulti che si prendono a carico dei piccoli sconosciuti che poi non sanno assolutamente gestire. Adesso non è più di moda il Brasile, adesso ci sono i piccoli bielorussi degli orfanatrofi, vittime dei loro burocrati e di tanti italiani dal cuore tenero che li vogliono portare qui in Italia e se li palleggiano, e conosciamo tutti il dramma della piccola che è appena stata ritrovata con le nonne adottive e messa in un istituto a disposizione di un giudice, domani saranno altri, da altri paesi dove la fame e la miseria imperversa, e dopodomani altri ancora,ma quanti altri Thiago subiranno le stesse vicissiitudini , le stesse violenze, gli stessi soprusi ???

ciao , piccolo, anche x te una preghiera speciale, un addio e un posticino unico nel più profondo del mio cuore, là dove gli affetti personali sono sempre presenti , incancellabili.  1 bacio , tesoro, e che tu abbia  pietà della nostra crudeltà di adulti cattivi, superficiali , insensibili ed indifferenti al tuo dolore, alla tua sofferenza ed alla tua rabbia x come ti abbiamo trattato!!! da ericablog 29 settembre 2006

22-06-2010
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 BERGAMO CREATTIVA - FIERA DELLE ARTI MANUALI    8 - 10 ottobre 2010   Bergamo   Passatempi e Passioni   Salone...
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