La VOCAZIONE

* questa è una email per Fabrizio ed il suo gruppo  ma penso che possa interessare anche ad altri magari...*
 
che cos'è la vocazione?
non sono sposata ma penso che la vocazione matrimoniale sia il dividere la propria vita con un uomo di cui ti sei innamorata e con il quale vuoi creare una famiglia

vocazione è dividere l'affetto, l'amore, le gioie ma anche i dolori, i periodi belli e quelli brutti che hai e che ha, la malattia, le emozioni e quant'altro c'è nella vita di tutti i giorni
è il rispetto, la pazienza, la tolleranza, il dialogo reciproco tra due persone che si vogliono bene, che vivono assieme e che hanno anche dei figli
e se i figli non ci possono essere non importa perchè se c'è l'amore si arriva anche ad accettare questo...
ma se i figli invece ci sono e crescendo creano problemi, questi problemi si affrontano e si risolvono insieme, e la famiglia si vuole ancora più bene ed è ancora più legata ed unita

ci deve essere sempre la maturità
e la comprensione
ma soprattutto l'unione profonda ed il dialogo di due persone che si rispettano reciprocamente e credono nel loro amore...
non è semplice e facile accettare l'altro
qualche volta bisogna anche dire mi dispiace
e dire ho sbagliato, scusa...
ma deve essere reciproco

il senso unico non funziona e porta alla separazione e a quelle brutte storie tanto di moda adesso
e a quei bimbi infelici per due genitori che hanno preferito rinunciare a lottare ,che hanno preferito la separazione
....che hanno magari scelto senza neppure riflettere!
che hanno scelto il proprio egoismo personale e basta!
erica rg 12 marzo 2003

TESTIMONIANZA
da www.
vangelodelladomenica@infinito.it

Non ho incontrato mai il Signore ma ho incontrato nella vita alcune persone speciali che mi hanno permesso di cambiare la mia vita e di provare ad essere diversa.
Una di queste persona è stata Suzanne con cui ho condiviso per tante estati, ormai lontane, ma mai dimenticate, un affetto ed una vita familiare ed un 'amicizia femminile profonde. Suzanne ha affrontato con profonda fede nel Signore la nascita di una figlia con l'handicap fisico e non solo l'ha seguita ed aiutata, ma ha creato un'associazione che è riuscita a dare a tanti ragazzi un lavoro una casa un'assistenza ed una sicurezza per il loro futuro. Ed ha partecipato in prima persona come assessore alla vita politica comunale e regionale sempre pensando ai disabili ed agli handicappati ed ottenendo per loro tutto quello che era necessario. Da lei ho imparato che le parole non bastano. Bisogna mettersi sempre in gioco e dare e fare per gli altri, per quelli che hanno bisogno, quando hanno bisogno, e combattere per ottenere il meglio per loro obbligando i politici a fare quello che devono fare perché è compito loro, solo loro, come è compito dei sanitari assumere certi impegni e certi obblighi che spettano a loro e non a noi cittadini. Il suo coraggio e la sua forza e la sua pazienza sono stati un grande esempio per me.
E poi c'è stata Agnese. Agnese che era unica ed aveva un grande carisma con i ragazzi in classe. Anche lei, come me, non aveva incontrato il Signore ma aveva la sensibilità e la pazienza e l'amore per i ragazzi a cui insegnava. Lei mi ha fatto capire che bisogna capirli, aiutarli a crescere, dare loro fiducia, amicizia e concretezza, rispetto e serietà, e mantenere con loro gli impegni presi perché se li si delude li si perde per sempre e se necessario essere anche fermi con loro e dire anche no perché solo così diventeranno delle solide persone adulte produttive e felici e responsabili. Agnese se ne è andata per sempre nell'aprile del 1999, il 24, la vigilia della Liberazione dai nazisti in Italia, quella liberazione in cui credeva fermamente e per cui lottava sempre per un ideale profondo di libertà e di giustizia, lo stesso in cui credo io, anche se io, a differenza di lei, sono il più lontana possibile dai partiti politici e non ho mai voluto avere una tessera né di destra né di sinistra o di centro che dir si voglia... La sua sofferenza, quel lungo calvario durato oltre tre anni, il dolore e la lotta per vincere il male le hanno impedito di continuare ad essere in classe con i ragazzi e le ragazze che tanto le volevano bene, ma sempre era nei nostri pensieri e in tutto ciò che noi facevamo. Di lei mi restano due bellissime lettere, una foto nel giorno dello spettacolo teatrale, ma soprattutto il ricordo delle nostre telefonate settimanali con i suoi alti e bassi fisici e morali, con le sue speranze in una guarigione miracolosa che purtroppo alla fine non c'è stata, con l'intelligenza e la sensibilità di una donna che non aveva peli sulla lingua con gli adulti, ma che aveva un grande cuore meraviglioso con gli adolescenti. Una donna che ha lottato e che troppo spesso non è stata capita o accettata dagli adulti, ma che ancora vive con me sempre nel ricordo e che tanto mi manca...

Auguro anche agli altri di incontrare persone simili perché è grazie a loro che la vita è più bella, è grazie a loro che si cresce e si matura e si trova la voglia per essere diversi, per uscire dalla massa di pecore inermi e paurose che subiscono passivamente e sprecano il meglio di sé con superficialità ed indifferenza ed egoismo ... per poter essere un guerriero con la forza di continuare nonostante tutto e tutti!
erica rg  23 marzo 2003

AGNESE 

 Cari ragazzi,
immagino che, tenuto conto delle vivaci doti di comprensione ed intelligenza di cui siete provvisti, dal fatto di non avermi visto alla prima ora di mercoledì in cattedra con registro in mano e un diario per scegliere a sorte chi interrogare - immagino, dico, che vi sia venuto il sospetto che anche per quest’anno non ci vedremo molto.
Quanto questo sia lontano dalla mia volontà, e quanto dispiacere mi porti, non credo sia necessario dirvelo; se mi decido a mandarvi questo ” messaggio ” è perchè il vostro dolce pensiero pasquale , in unione alla cartolina dalla gita, mi hanno talmente commosso ( anche fatto ingrassare - l’uovo, non la cartolina ) da farmi aumentare notevolmente.
Il tempo che dedico ogni giorno a mandare accidenti a me stessa, alle malattie, alla sfortuna e alle ingiustizie della vita; costringendomi, per altro, a pensare ancora più spesso a come condurrete questi ultimi mesi ( ormai meno di due !), a quali ricordi ed impressioni, più o meno positivi, riporterete da questi tre ” movimentati ” anni di scuola media; a quali conoscenze ed insegnamenti diventeranno parte integrante del vostro bagaglio per la vita.
Vi confido un segreto: gli insegnanti ( per la maggior parte almeno ) non sono dei sadici che si divertono a torturare gli allievi con i peggiori strumenti a loro disposizione; per la maggior parte (tolto qualcuno, va bene ) sono gente normale che si trova a dover affrontare un compito enorme e difficilissimo: aiutare ciascuno di voi a crescere nel modo migliore possibile.
Non sempre i contenuti che si propongono riescono a ” passare ” nelle vostre teste; può darsi non fossero i contenuti giusti, o che fosse sbagliato il modo.
Non sempre il modello che si offre è valido e accettabile; e la scuola dovrebbe prima di tutto dare dei modelli di comportamento, che sono la cosa che ciascuno si porta dietro con maggiore immediatezza.
Il sistema di valori di noi adulti probabilmente è per voi poco significativo, quando non del tutto estraneo. E le nostre esortazioni a ” studiare “, che ci sembrano così serie ed importanti, non hanno nessun senso fin quando per i ragazzi lo studio sia imposizione, e non una scelta consapevole.
Per questo sono così dispiaciuta di non poter essere con voi: mi sento come un giardiniere mancato, al quale erano state affidate delle delicate e rare piantine da crescere, e che non è riuscito a stargli dietro. Certe piantine erano già forti per conto loro, avevano buone radici e sono venute bene; altre erano un po’ più delicate, o avevano avuto qualche problema nel ” trasporto ” e avrebbero avuto bisogno di terra diversa e di maggiore quantità di ” concime “…
Al di là delle metafore, miei cari fiorellini, sono comunque convinta, con l’ottimismo che mi deriva dal buon ricordo che ho di ciascuno di voi ( si sa, la lontananza abbellisce sempre le cose…), che saprete trovare, magari con l’aiuto di buoni amici e di una certa dose di coraggio, la vostra strada nella vita: uscendo, per prima cosa, quest’anno dalla scuola media. E a testa alta, se è possibile.
C’era un signore, che si chiamava Martin Luther King, che diceva una frase molto bella: ” QUALSIASI COSA FAI, FALLA AL MASSIMO ! “
Ed è quello che vorrei dirvi anch’io, con tanti auguri per il vostro futuro.
P., 18 aprile 1998 Agnese M.

Agnese ha combattuto per tre lunghi,lunghissimi anni contro un tumore alle ossa… ci ha lasciati, nel silenzio, ormai, nell’aprile 1999, a soli 50 anni.
Ero con lei, in prima media, quando ha iniziato a star male… ho portato avanti la sua presenza in classe, (lei è potuta tornare solo per pochi mesi in terza ) e il suo rapporto stretto, unico, speciale, con i suoi alunni
sono andata a trovarla in quella camera d’ospedale, da dove si vedeva il nostro lago, ma poi ho sempre cercato di rispettare i suoi desideri, di non andare mai a Novara, quando vi passava lunghi periodi di cure, di non andare a casa a trovarla xchè non era il momento ( il cortisone eccessivo, sai… non voglio che mi vediate così ), di sentirla telefonicamente, una volta alla settimana, ma non quando la sua grande forza ed il suo coraggio venivano soppraffatti dalla sofferenza, di non farla mai sentire un’ammalata
Non sono andata al suo funerale
quel pomeriggio sono rimasta in classe, in un’altra scuola, con altri alunni
conservo sempre delle foto di lei e della sua ultima classe, in teatro, quel teatro che lei aveva tanto amato e che per anni aveva fatto amare ai suoi ragazzi
ma soprattutto conservo il ricordo di una piccola donna esile, fragile, ma tanto forte, senza peli sulla lingua
una piccola grande donna con un grande carisma ed un grande amore per i suoi ” ragazzi", quei ragazzi e ragazze che adesso hanno vent’anni, che talvolta ancora incontro, alcuni con ancora un percorso difficile, ma la maggior parte cresciuti solidi e diritti, degli adulti ormai, che lavorano, che frequentano l’università, che non l’hanno mai dimenticata, come non la dimenticherò mai io!
erica 2005  da ERica Blog

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