SIMONE - pubblicato da La Stampa NOVARA l' 11 giugno 1997 - Il giornale è un'invenzione stupenda perché ci permette di leggere quotidianamente le notizie del mondo. Ogni tanto però ti provoca degli choc terribili quando vieni a sapere che è successo qualcosa di molto brutto a qualcuno che conosci.Giovedì 5 giugno è stato uno di quei giorni quando ho visto la prima pagina della cronaca locale. Il dramma di Simone P. che è entrato nella galleria ferroviaria di Mergozzo per raggiungere il suo grande sogno è stato per me come un gran brutto sogno da cui speri tanto di poterti risvegliare presto. Purtroppo questo non succederà naturalmente.Ricordando Simone alunno di prima media a Mergozzo in quel banco di scuola a lavorare irrequieto sul suo bel quadernone di francese, mi auguro che, in un altro mondo, in un altro luogo, possa finalmente trovare la pace e la serenità che non ha avuto tra noi.E che il suo sogno di morte diventi altrove una realtà bellissima di eterna felicità Addio Simone, addio piccolo bimbo indimenticabile erica rg GIAMPIERO - pubblicato da LA STAMPA NOVARA il 24 ottobre 1996 - il mio pensiero oggi va a te, giovane vigile di Omegna, che sempre prestavi servizio davanti al nostro edificio scolastico a te che non vedremo mai più perché hai rinunciato alla vita a te che comunque resterai sempre nei nostri ricordi, gentile, serio, preciso, perfino puntiglioso a te, uomo solo e infelice, nella speranza che la morte ti abbia donato la pace e la serenità che non avevi più qui tra noi... noi che ogni giorno ti sfioravamo, e ti salutavamo, ignari del dolore e della disperazione profondi che ti attanagliavano per te, Gianpiero, una preghiera per te che mai più vedremo venire ad aiutarci ad attraversare quella strada, per andare a casa un po' prima, un po' più in fretta... grazie, vigile, grazie di tutto... erica rg MARIA BEATRICE luglio 2001 Mentre io volavo su un SAS scandinavo, felice di andare in vacanza in Norvegia, tu volavi per sempre nel mondo della morte, giù da quel ponte, il ponte del diavolo... perché,felice compagna di scuola, e di banco, di tanti anni fa, la tua infelicità adulta ti ha impedito di continuare a stare qui con noi? chissà se continuando a frequentarti, ad obbligarti a non pensare ai tuoi problemi, forse tu non avresti fatto questa scelta, forse avresti accettato il peso delle tue delusioni, forse saresti riuscita a sconfiggere i fantasmi della mente ? quei fantasmi che io non capivo,che io non avevo,l'ossessione che ti trascinava lontano e non ti dava pace mai resterai nei miei pensieri, come gli altri affetti e le conoscenze perdute ormai non dovrebbe mai esistere un momento per suicidarsi, ma quando ciò avviene, è perché si è scelto e nessuno può fare più nulla per impedirlo...la vita per me è tanto importante, la vita è un dono di cui non dovremmo mai abusare, che dovremmo preservare al meglio, il più a lungo possibile, ma capisco anche la tua disperazione più profonda e tenace addio,Bea,addio anche a te. erica rg BOLOGNA SABATO 2 agosto 1980 sul treno fermo sul primo binario, quel treno saltato in aria per l'attentato alla stazione, c'era anche il papà di MARCO, mio vicino di casa per più di 18 anni, quel signore gentile, simpatico, a cui volevamo tanto bene tutti noi... quel signore anche tanto importante perché era il direttore della ditta Bialetti, ma così semplice e piacevole e riservato... una morte assurda, dolorosa, straziante, per la sua famiglia che lo aspettava in vacanza ... e per me che ero cresciuta due case più in là della sua e a casa sua ero la piccola che loro non avevano mai avuto, timida, fine, delicata e intelligente... non aveva senso, e continua a non averne, il terrorismo di allora, con le sue stragi, di destra e di sinistra, le violenze, le morti ed il sangue innocenti non aveva senso, e continua a non averne ora, il destino beffardo di un appuntamento fatale con la morte ... una morte prematura violenta e brutale, per la crudele ferocia di uomini senza pietà ... erica rg 
in questa pagina, con questi ricordi speciali, non posso non ricordare anche Greta, che se ne è andata, piccolo topolino affettuoso ed ammalato, a soli 16 anni in ospedale a Genova per un farmaco ... dopo una vita passata a combattere una malattia trasmessa dalla madre, quella sieropositività che tanto scolvolge e fa paura a tanta gente, che tanto, troppo, spesso la isolava dagli altri, quegli altri così spesso insensibili e crudeli che non capivano,l'intelligenza di Greta se ne è andata con lei, quel giorno d'inverno, a me sono rimaste due sue letterine personali e un segnalibro a punto croce fatto da lei, il suo regalo del giorno degli esami orali di terza media ! erica |