Taranta e tarantismo Secondo la credenza popolare il tarantismo era una malattia provocata dal morso della tarantola, piccolo ragno che si manifestava soprattutto nei mesi estivi, durante il periodo della mietitura.
La Taranta era una danza rituale tipica del Salento, che conservava la funzione di ballo curativo contro il mitico morso della tarantola. La pizzica era la musica che scandiva l'antico rituale di cura dal morso immaginario della tarantola, il pericoloso ragno velenoso. La tradizione vuole che per liberare la vittima, di solito una donna, si suonassero incessantemente i tamburelli a ritmo vorticoso finché non veniva sciolta dall'incantesimo. Al suono dei tamburelli si accompagnava un ballo ossessivo e ripetitivo, che contribuiva ad esaurire il veleno. Altre varianti della pizzica tarantata erano il ballo del corteggiamento tra uomo e donna e la danza dei coltelli anche detta pizzica a scherma. L'ossessione del ritmo nella musica e nella danza sopravvivono ancora oggi e ne sono interpreti alcuni tra i migliori musicisti salentini che, riuniti nell’Ensemble La Notte della Taranta, danno vita al festival folkloristico di Melpignano e dell'antica Magna Grecia nel mese di agosto.
? difficile per chi vive nel Salento non aver sentito parlare, almeno una volta, delle tarantate, donne di un tempo, non troppo lontano,- fino agli anni sessanta-settanta circa- che durante la stagione estiva, nei giorni del raccolto, curve in due sulle ginocchia, venivano "pizzicate" dal ragno, dalla taranta. E con il morso arrivava la crisi: forti dolori addominali, sensazione di spossatezza, necessità di restare a letto. Fino a quando qualcuno non riconosceva l'origine del male e ne indicava la cura: bisognava chiamare l'orchestrina, suonare e indurre la malata a ballare. Cominciava, in un crescendo di percussioni e di suoni, la danza della malcapitata,scalza e con una bianca tunica, al suolo e in piedi, strisciando, mimando l'andatura del ragno, roteando il capo, tentando di arrampicarsi sulle pareti, per un giorno, o anche più. La crisi si ripeteva per anni, per molti anni, durante la bella stagione, preceduta dagli identici sintomi, liberata attraverso la danza ossessiva, in attesa del suo ritorno, 12 mesi più tardi. Ne hanno scritto uomini di scienza, antropologi ed etnologi, ne hanno ricercato le cause, descritto i gesti, interpretato i segni. Di certo si è stabilito che non esiste in Puglia alcun ragno in grado di provocare quei sintomi; le cause del tarantismo vanno ricercate altrove. Innanzitutto, nella cultura di una terra da sempre crocevia di popoli, di storia, mediterranea terra di sole e di sofferenza, di antichi riti tribali e di simboli pagani mai dimenticati.Terra magica e sacra.
Il ragno diventava l'espediente, il segno, la forza scatenante di una sofferenza più profonda, repressa, mai vinta: la sofferenza di chi lavorava la terra, di individui ai margini del vivere sociale, che nel ragno e nel ballo trovavano l'unica occasione per porsi al centro dell'attenzione, per dar libero sfogo alle frustrazioni di un anno. Non a caso la taranta preferiva le donne, emarginate fra gli emarginati, vittime di una società patriarcale e contadina che le relegava in un ruolo subalterno ed oscuro.Rivincita mitica, dunque:il capovolgimento delle regole quotidiane, come un tempo il carnevale o i misteri del medioevo. Per un giorno era possibile impazzire, ballare, con frenesia ed impudicizia. Chi ha visto una di queste donne ballare, sa che la frenesia era comunque reale, sconvolgeva e dilaniava; la cultura non poteva da sola spiegare il malessere profondo, esaurirne le cause.Con la rivoluzione sessuale, il femminismo e la parità dei sessi del dopo '68, le donne sono tornate libere e non hanno più avuto bisogno della taranta !
Le tarantate comunque riportavano a simbolismi ancora più arcani. Da sempre infatti il serpente, il ragno ed altri animali striscianti sono simboli sessuali; i ricordi di una società matriarcale, poi vinta da invasori che portavano nuove immagini e nuove divinità. Apollo che sconfigge il serpente Pitone, Iahweh che vince il Leviatano, lo stesso Dio cristiano che condanna il serpente, segnano il trionfo di una ideologia solare, del maschile sul femminile. Il ragno è l'idea della terra madre che riaffiora, è la forza di simboli e rituali antichi, orgiastici e dionisiaci, non vinti dal Cristianesimo e dalla ragione.
Già nel '700 la Chiesa tentava di dare una coloritura cristiana al tarantismo; oggi, ogni 28 e 29 giugno i tarantati salentini ,in numero sempre minore, sono costretti a ripetere la loro danza il giorno di San Paolo, all'interno della chiesa di Galatina. Chiedono la grazia al santo, ed alla fine della frenetica danza, sperano che l'anno successivo non debbano più ballare.
Ma San Paolo, legato per mille strade ai serpenti ed ai ragni, viene dopo: è un'aggiunta cristiana. In origine c'era il morso della taranta, il ballo, il tamburo, cerchio mitico simbolo dello spazio sacro; la terra e la psiche; e ricordi ancestrali, che si portano ancora dentro di sè...
ottobre 2005 - un grazie a Matteo, la guida di Puglia, x le numerose notizie e curiosità storiche fornite, che mi hanno aiutato ad approfondire le mie letture e ricerche personali, x rendere ancor più interessante un bellissimo viaggio ...-