 In giro per casa c’era un vecchio baule mal ridotto, il baule di mio nonno, che lo aveva accompagnato nei suoi viaggi all’estero in cerca di lavoro in Francia ed in Germania… Più volte aveva rischiato di finire a pezzi come legna da ardere nella stufa! Ho tolto tutta la juta, ormai a brandelli, che lo rivestiva, ho lavato il legno, sporco e tarlato, con l’acqua e ho passato della carta vetrata sottile e leggera sulle parti di legno scheggiate e sulle parti in ferro tutte arrugginite e sciupate. Ho passato su tutto il legno un buon prodotto antitarlo - almeno due o tre volte nel corso di una settimana - e ho dato una mano di antiruggine sulle strisce di ferro. Una volta asciutte, ho dato una prima mano di pittura metallica color rame sul ferro, sopra ed internamente - vi era un leggero spazio tra il legno e le strisce - e poi, esternamente, un’altra buona mano piuttosto spessa. Ho staccato i rettangoli di pelle ormai distrutti ed i chiodi che tenevano assieme il coperchio e la cassa del baule ed ho lasciato le due parti in osservazione x un po’ di tempo, x vedere se era necessario passare ancora dell’altro antitarlo, prima di iniziare a foderare. Ho poi iniziato a tagliare le stoffe, che avevo scelto particolari e moderne x i colori ed i disegni, ma anche tanto originali - e piuttosto consistenti -. Ho preso le misure con il cm della parte interna della cassa ed ho tagliato i 2 lati lunghi, i 2 corti e il fondo separatamente. Ho iniziato ad incollare le stoffe con il vinavil -senza aggiunta di acqua- sui lati, uno alla volta naturalmente, e , x ultimo, sul fondo, evitando il più possibile di fare pieghe o grinze superflue - per incollare bene la stoffa negli angoli, ho usato il legno arrotondato dei gelati estivi !-. Quando tutto è stato ben asciutto, sono passata alla parte esterna, più difficile xchè divisa dalle strisce di ferro e con in mezzo, sul davanti, il rettangolo dove una volta c’era la chiave di chiusura. Ho tagliato in modo estremamente preciso le varie stoffe corrispondenti alle parti anteriori, posteriori e laterali ed ho incollato a filo, perfetto, le stoffe, in particolare intorno alla toppa della chiave e vicino alle strisce metalliche. Maggiori difficoltà le ho avuto con il coperchio, che era bombé con le strisce di ferro più sollevate dal legno in alcuni punti e attaccate al legno in altri e tutte leggermente storte; inoltre il legno, in uno dei due angoli posteriori era scheggiato, frastagliato e mancante di un pezzetto. Ho dovuto lisciarlo bene, con mano leggera e delicata, con la solita carta vetrata a grana fine, e poi con calma ed estrema attenzione l’ho ricoperto con la stoffa. Per le due lunette laterali del coperchio, non uguali, ho ritagliato nella carta velina il campione corrispondente, ho tagliato le stoffe in modo estremamente preciso, al millimetro, e le ho incollate con la massima attenzione e cura.
Se restaurare può talvolta essere anche difficile, è invece molto più semplice risitemare dei vecchi mobili non di valore o di stile ben preciso. Basta togliere tutte le vernici precedenti, riportare in vita il legno originale, dargli una buona mano di impregnante antitarlo, ( se necessario prima si stucca o si liscia il legno leggermente), una di colore x legno, o di noncolore, se si preferisce, e se si ama il découpage, si può ricoprirlo con carte da découpage. Ci sono riviste mensili specializzate che spiegano come si può fare. Io abitualmente acquisto in edicola “Le buone Idee” e spesso vi sono articoli sul découpage di ricopertura x armadietti, sedie e altro. Anche la rivista mensile ” Susanna ” ha pubblicato delle edizioni speciali sul découpage, lo scorso anno, con delle immagini ricopiabili splendide, oltre a delle spiegazioni ben precise, comprensibili ed esaurienti. Se volete provare, scoprirete senz’altro che è più facile di quanto non sembri. Basta non lasciarsi scoraggiare all’inizio e porre subito rimedio ad eventuali errori… |