 Il bellissimo castello ottagonale di Castel del Monte, fatto costruire da Federico II, domina una delle colline più alte della Murgia Occidentale a sud di Andria, in provincia di Bari … Avvicinandosi in pulman, il castello emerge lassù, solitario, dall’alto dei suoi 540 metri sul livello del mare, ed è visibile da una vasta zona della Puglia e della Basilicata.  Non vi sono documenti che testimoniano l’epoca di costruzione di Castel del Monte e non si sa neppure con certezza se l’imperatore lo vide terminato prima di morire… Resta solo una testimonianza del 29 gennaio 1240, da Gubbio, quando l’imperatore Federico II firma un decreto diretto a Riccardo di Montefuscolo, giustiziere di Capitanata, in cui ordina di predisporre il materiale necessario alla costruzione di un castello situato presso la chiesa,ormai scomparsa, di Sancta Maria de Monte.  Salvo brevi periodi di feste -le nozze tra Beatrice d’Angiò e Bertrando del Balzo nel 1308, e tra Umberto de la Tour, delfino di Francia, e Maria del Balzo nel 1326 -, il castello restò quasi sempre carcere. Nel 1495 vi soggiornò Ferdinando d’Aragona, prima di essere incoronato re delle due Sicilie a Barletta. Annesso al ducato di Andria, appartenne quindi a Consalvo da Cordova e, dal 1552, ai Carafa conti di Ruvo. Fu rifugio per molte nobili famiglie andriesi durante la pestilenza del 1656. Fin dal secolo XVIII, rimasto incustodito, fu sistematicamente devastato, spogliato dei marmi e degli arredi, e divenne ricovero per pastori, briganti o profughi politici. Nel 1876, prima che sopravvenisse la definitiva rovina, il castello venne acquistato dallo Stato italiano per la cifra di ? 25.000, davvero irrisoria visto che i primi necessari interventi di recupero richiesero praticamente una cifra identica. I lavori di restauro ripresero con continuità e cautela scientifica dal 1928 in poi, fino ad arrivare ai recentissimi ultimi interventi degli anni Ottanta. Per le sue caratteristiche di unicità, l’UNESCO lo ha riconosciuto , nel 1996, come una delle testimonianze più significative del patrimonio mondiale dell’umanità.  La struttura del castello, unica e veramente originale e straordinaria, è composta da un solo monumentale blocco di forma ottagonale, ai cui otto spigoli si appoggiano 8 torri ottagonali. L'interno è su 2 piani, ognuno dei quali ha otto stanze di forma trapezoidale, con un percorso obbligato, intorno ad un cortile ottagonale. La facciata principale, sul lato est, è dominata da un maestoso portale, cui si accede da due rampe di scale simmetriche.  Il cortile, che ripete nella forma ottagonale l’impostazione di tutto l’edificio, alleggerisce la sua massa muraria solo in corrispondenza dei tre portali, di comunicazione con le sale del piano terra, e delle tre porte finestre, corrispondenti ad altrettante sale del piano superiore.  I materiali da costruzione utilizzati nel castello, la cui combinazione e distribuzione nell’edificio hanno un ruolo importante nella percezione cromatica, sono la pietra calcarea locale, bianca, o rosata, a seconda dei momenti del giorno e delle situazioni meteorologiche; il marmo, bianco o leggermente venato, rimasto solo nelle preziose finestre del primo piano e nella decorazione delle sale, ma che in origine doveva costituire gran parte dell’arredo del castello; e la breccia corallina, nota di colore usata nella decorazione delle sale al piano terra e nelle rifiniture di porte e finestre, interne ed esterne, oltre che nel portale principale; un effettoveramente prezioso e vivace reso da un cinsieme di terra rossa e calcare cementati con argilla. ancora reperibile nelle cave presenti nel territorio circostante. In origine, tutti gli ambienti dovevano essere rivestiti di lastre - in breccia rossa al piano terra, marmoree in quello superiore- ; la breccia dava risalto cromatico ai camini, agli stipi, ai profili di porte e finestre, mentre il mosaico illuminava la pavimentazione e le volte delle stanze. Forse una decorazione dipinta impreziosiva le pareti degli ambienti al primo piano. La costruzione di Castel del Monte nasconde probabilmente diversi segreti ma l’unico messaggio visibile a tutti è quello tramandato dalla geometria delle sue forme. Infatti Castel del Monte, antico maniero medievale dalle varie e numerose interpretazioni, è caratterizzato da una pianta ottagonale, circondata da otto torri ottagonali, con otto sale al piano inferiore ed otto sale al piano superiore e con un cortile interno ottagonale al centro del quale vi era una vasca ottagonale. La forma ottagonale è il simbolo della resurrezione, la forma ottagonale è usata in edifici dal significato cosmico. Molti sono i templi religiosi dove è presente una forma quadrata sormontata da una forma sferica, la terra e il cielo, la terra data dal quadrato e il cielo dato dalla forma circolare. Spesso tra queste 2 figure si pone la forma dell’ ottagono, infatti la cupola non poggia direttamente sulla base quadrata ma bensì sulla forma ottagonale,infatti il quadrato simboleggia la terra, l’ottagono l’uomo, il cerchio il cielo. La figura geometrica dell’ottagono ma anche il numero otto ha carattere di mediazione tra la terra e il cielo ,tra il quadrato e il cielo. Battisteri , basiliche dalla forma ottagonale, la moschea di Omar o cupola della roccia visitata da Federico II durante il suo viaggio a Gerusalemme, la cappella di Aquisgrana dalla forma ottagonale dove Federico II fu incoronato imperatore, la chiesa del tempio di Londra costruita nel 1160, chiesa templare, anch’essa ottagonale. Il numero otto, il numero cardine dell’autorità universale, il numero in rapporto con l’infinito e con la morte, compare innumerevoli volte nella costruzione di Castel del Monte. In Castel del Monte, il numero 8 ripetuto in ogni particolare della sua architettura è presente con tantissimi particolari: 8 fiori quadrifogli sulla cornice destra del timpano sul portale, 8 fiori quadrifogli sulla cornice sinistra del timpano sul portale, 8 fiori quadrifogli sulla cornice inferiore sullo spazio di ingresso, 8 foglie sui capitelli per tutte le colonne del piano terra e del primo piano, 8 foglie sulla chiave di volta, 8 petali al fiore della chiave di volta, 8 foglie di vite sulla chiave di volta della prima sala piano terra, 8 foglie di girasole sulla chiave di volta della quarta sala, 8 foglie e 8 petali sulla chiave di volta della quinta sala, 8 foglie di acanto sulla chiave di volta dell’ottava sala, 8 foglie di fico sulla chiave di volta della sala ottava del primo piano … Non si può descrivere l’impressione e l’emozione che si prova a vedere e a visitare il castello, legato ad un personaggio così famoso ed unico,Federico II di Svevia , nipote di Federico il Barbarossa e figlio di Costanza d’Altavilla … di lui ne hanno parlato e continuano a parlare all’infinito, ma ciò che sempre mi ha attirato in questo personaggio storico non è l’imperatore ma l’uomo …l’uomo nei rapporti con le donne, le molte donne della sua vita, alcune sconosciute addirittura, e da cui ebbe numerosissimi figli … uomo dalla vita intensa avventurosa e movimentata, sovrano di Sicilia, ma discendente del Barbarossa, visse in Puglia, combatté contro i Sassoni, andò a Gerusalemme x riconquistare il Santo Sepolcro, sconfisse i Comuni della Lega Lombarda, fu addirittura scomunicato dal Papa… estroverso e loquace in ogni ambito dello scibile umano, abile falconiere , fu invece sempre riservato nella sua vita amorosa …si sposò ben 4 volte, la prima volta a 15 anni con Costanza d’ Aragona, poi con Iolanda di Brienne, Isabella d’Inghilterra e, probabilmente, con Bianca Lancia, il suo grande amore, che gli diede 3 figli, Costanza Violante e Manfredi, che Dante Alighieri pose nel Purgatorio con la celebre frase ” biondo era e bello e di gentile aspetto ma l’un de cigli un colpo avea diviso … “ x non dimenticare il suo harem di donne saracene nel castello di Lucera …- ho letto recentemente un bellissimo libro di Valeria Montaldi Il Signore del falco ed Piemme, in cui uno dei personaggi è proprio Federico in incognito a Milano in compagnia del suo falco e di una schiava saracena … altrettanto interessante è il libro di Bianca Pitzorno La bambina col falcone ed Salani, il racconto di una tredicenne, figlia di un falconiere pugliese di Federico, che vorrebbe partire con i pellegrini per la Terra Santa … e naturalmente non si può dimenticare Gli occhi dell’imperatore di Laura Mancinelli, la storia delle avventure e dei sentimenti segreti tra Bianca e Federico ….- Bianca Lancia, comunque, resta x me l’episodio più misterioso e romantico tramandato da quell’epoca così lontana ormai, ma sempre affascinante … Bianca Lancia, chiamata anche Beatrice, nacque nel 1210 ad Agliano (AT) e morì nel 1233 (o 1234) a Gioia del Colle (BA) e fu l’ultima moglie legittima di Federico II. Apparteneva alla nobile famiglia dei Lancia - o Lanza -, così chiamati poiché un antenato di nome Manfredi fu lancifero dell’imperatore Federico il Barbarossa. Bianca era figlia di Bonifacio I d’Agliano, Conte di Agliano, della famiglia dei Conti di Loreto, Conte di Mineo, Signore di Paternò e marchese di Buscavisse. Dal 1225 mantenne una relazione clandestina con Federico II, che conobbe durante lo sfortunato matrimonio di questo con Jolanda di Brienne … Alcune leggende aleggiano su questa tormentata storia d’amore. A Mazzarino (CL), si narra che ancora il fantasma di Federico incombe su Castello di Grassuliato, dove l’imperatore svevo e Bianca furono teneri amanti. Padre Bonaventura da Lama e lo storico Pantaleo narrarono che Federico fosse così geloso della donna da rinchiuderla, durante la gravidanza di Manfredi, in una torre del castello di Gioia del Colle. La donna, dopo il parto. si uccise tagliandosi i seni e mandandoli insieme al neonato all’imperatore. Probabilmente fu la donna a chiedere a Federico di unirsi in matrimonio - forse gravemente inferma e vicina alla morte -, legittimando così i figli nati dal loro amore. A questa unione lo Stupor Mundi, come veniva chiamato Federico, acconsentì solo nei suoi ultimi giorni di vita, probabilmente già in punto di morte. Per questo fu detta moglie di Federico II in articulo mortis. Secondo altri, invece della relazione d’amore tanto decantata, l’unione fu un vero e proprio matrimonio d’interessi politico-economici, a cui fra l’altro l’astuto Federico non era estraneo. Di sicuro Bianca visse fra le mura del castello dei Lancia a Brolo e molto probabilmente nel Castello di Paternò e resta x tutti noi il grande, dolce amore di un grande uomo del Medioevo … |