Sono partita x la Puglia domenica 21 agosto …Ho iniziato il tour, un bellissimo tour, di una settimana, dal Gargano, da San Giovanni Rotondo e dalla terra di Capitanata… La città di San Giovanni Rotondo è legata a Padre Pio, ma la sua è una storia millenaria, le cui radici affondano in un passato molto lontano. La sua nascita risalirebbe addirittura al IV sec. a.C… Nel 1006 gli antichi abitanti di Castelpirgiano, di religione pagana, fondarono la città intorno ad un tempio di Giano, detto “La Rotonda” per la sua forma circolare. In seguito si convertirono al Cristianesimo ed il tempio venne abbattuto, ma su di esso fu eretta una chiesa dedicata a San Giovanni Battista. In seguito l’Imperatore Federico II fortificò il paese, circondandolo di mura e torri … Attraversando il centro storico di San Giovanni Rotondo, molto bello in effetti, si possono ammirare le chiese di San Giovanni, detta anche della Rotonda, da cui probabilmente deriva il nome del paese, di Sant’Orsola, di Sant’Onofrio - dei 1300 - e la Cappella della Madonna di Loreto. Nella parte alta del paese, si trovano invece le strutture di Padre Pio, il Convento dei Cappuccini e il nuovo Santuario, progettato da Renzo Piano, con all’interno la tomba di Padre Pio, la grande Via Crucis e la statua in bronzo del frate, opera di Francesco Messina. Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nato nel 1887 a Pietrelcina, un piccolo paese vicino a Benevento, apparteneva ad una famiglia di piccoli possidenti terrieri: iniziò da bambino il suo lavoro proprio occupandosi dei campi. Ben presto però ebbe la vocazione per la vita religiosa e si dedicò completamente al sacerdozio. Dopo diverse peripezie dovute a problemi di salute, riuscì a prendere i voti solenni e nel 1910 fu ordinato sacerdote. Nel 1916 giunse a S. Giovanni Rotondo, dove rimase fino alla morte. Qui, nel 1918, ricevette le stimmate alle mani, al costato, ed ai piedi, come Gesù. Furono queste ultime a richiamare i pellegrini di tutto il mondo, che ancora oggi rendono omaggio a questo grande e speciale sacerdote, che volle costruire anche la famosa ” Casa Sollievo della Sofferenza “, una enorme struttura, nata grazie alle offerte dei numerosi devoti, e che è decisamente un vero miracolo. La sua costruzione, iniziata nel maggio 1947, è andata dai primi venti letti ai quasi quasi milleduecento di questi ultimi anni, con ventitré divisioni di degenza, ventidue servizi speciali di diagnosi e cura, due servizi scientifici, 2.513 addetti, modernissime attrezzature, ed è collegata con i principali istituti mondiali l’attività di ricerca. Di lui restò affascinato anche papa Wojtyla, sin da quando era primate di Cracovia. - io ho acquistato in loco un bellissimo libro con la storia di Papa Wojtyla e di padre Pio - Quest'uomo santo e speciale parlava con i defunti, operava guarigioni istantanee anche su malati senza speranza, anche se per tutta la vita egli stesso dovette sopportare persecuzioni, accuse, calunnie, processi, condanne, ed umiliazioni brucianti. Padre Pio è morto il 23 settembre 1968. Nel 1983, è iniziato il processo di beatificazione … Il 16 giugno 2002 Padre Pio è stato canonizzato da Papa Giovanni Paolo II e ora anche la Chiesa universale lo ha iscritto nell’albo dei Santi, dopo che per anni lo è stato per la gente comune. Monte Sant’Angelo si trova a 843 metri d’altitudine, ai margini della foresta Umbra, ed è situato in una splendida posizione panoramica, su uno sperone meridionale del promontorio, con la vista sul Tavoliere e sul golfo di Manfredonia. E’ un luogo dal fascino particolare, famoso per la spiritualità e per la storia del suo passato,in particolare x essere stato un centro molto frequentato nel medioevo dai pellegrini e dai crociati che partivano x la terra Santa… Il santuario di San Michele Arcangelo fu realizzato nella grotta dove tra il 490 ed il 493 sarebbe avvenuta l’apparizione dell’Arcangelo ad un pastore… Michele era x gli Ebrei il principe degli angeli, il protettore del popolo eletto, il simbolo della potente assistenza divina nei confronti di Israele. Nell’Antico Testamento appare per tre volte, in particolare nel libro di Daniele, dove viene indicato come il difensore del popolo ebraico e il capo supremo dell’esercito celeste che difende i deboli e i perseguitati.A San Michele è attribuito il titolo di arcangelo… Nel Nuovo Testamento, S. Michele Arcangelo è presentato come l’avversario del demonio, vincitore dell’ultima battaglia contro satana e i suoi sostenitori. Si possono trovare la descrizione della battaglia e della sua vittoria nel capitolo 12 del libro dell’Apocalisse. Per i cristiani, l’Arcangelo S. Michele è considerato come il più potente difensore del popolo di Dio. S. Michele viene sempre rappresentato come un combattente, con la spada o la lancia nella mano, con sotto ai suoi piedi il dragone - mostro, cioè satana, sconfitto nella battaglia. I credenti da secoli si affidano alla sua protezione qui sulla terra, ma anche particolarmente nel momento del giudizio. L’Arcangelo viene riconosciuto anche come guida delle anime al cielo. Questa funzione di S. Michele è evidenziata nella liturgia romana, in particolare nella preghiera all’offertorio della messa dei defunti. La tradizione attribuisce a San Michele anche il compito della pesatura delle anime dopo la morte. Ecco xchè talvolta, oltre alla spada, l’Arcangelo porta in mano una bilancia. Inoltre nei primi secoli del cristianesimo specie presso i bizantini, San Michele era considerato come medico celeste delle infermità degli uomini. Questo santuario fu il ” santuario ” dei Longobardi e nel corso dei secoli vide personaggi famosi ed illustri, tra cui papi, santi e sovrani, giungere come pellegrini, All’esterno del santuario vi è un imponente campanile, di forma ottagonale, costruito nel 1274 su commissione di Carlo I D’Angiò, modellato secondo lo schema e le proporzioni delle torri di Castel del Monte. Il santuario presenta all’esterno un doppio portale gotico, la cui parte sinistra è un’imitazione ottocentesca di quella di destra, del trecento, in cui si apre l’accesso a cinque rampe di scale che si sprofondano nella roccia per condurre all’atrio interno della chiesa con portale romanico, le cui porte bronzee furono realizzate a Costantinopoli nel 1076 e poi donate dal nobile amalfitano Pantaleone III. All’interno della chiesa, ad una navata con volte ogivali, si trova anche la grotta del santuario primitivo, ricco d’opere d’arte, come la statua marmorea dell’arcangelo, attribuita ad Andrea Sansovino -XVI secolo - e la sedia episcopale marmorea del XII sec., su due leoni accovacciati. Sulla sinistra dell’altare dell’Arcangelo si trova l’altare della Madonna, con tre sculture in pietra sulla parete: la Trinità del XI sec., la Madonna delle Grazie e S. Matteo. Molto interessanti i resti dell’ambone - 1041-, composto dal leggio, dall’aquila e dai capitelli. Sono del sec. XII anche i resti della chiesa di S. Pietro, che contiene la cosiddetta Tomba di Rotari, il Re Longobardo, forse un antico battistero romanico, che ha uno splendido portale finemente scolpito. - x chi fosse interessato a Rotari, suggerisco di leggere IL Longobardo di Marco Salvador ed. Piemme, che narra la storia affascinante del re longobardo e di Galia la sua dolce e bellissima sposa … - A nord-ovest dell’abitato c’è il castello, fatto costruire da Orso I, vescovo di Benevento, intorno al 838, con la torre normanna voluta da Roberto il Guiscardo, restaurato nel XIII sec. da Federico II e successivamente alla fine del sec. XV. Gigantesco e irregolare, fu realizzato in diverse fasi; il complesso è dominato dalla Torre dei Giganti, che rappresenta il nucleo più antico, con all’interno quattro piani con volte a botte e feritoie alte e strette, e dalla Torre dei Normanni, costruita successivamente ad opera di quest’ultimi, con quattro volte a crociera e un pilastro centrale. Intorno al 1200 gli Svevi la fecero diventare una fortezza molto importante nel sistema difensivo. Con l’avvento degli Angioni il castello fu trasformato in una tetra prigione; solo con i Durazzeschi, prima, e gli Aragonesi, dopo, ritornò al suo antico splendore. Ferdinando D’Aragona fece costruire i torrioni circolari merlati in elegante pietra da taglio e lo adeguò alle nuove esigenze belliche dopo l’introduzione dell’artiglieria, facendo costruire gli antemurali nuovi. Il castello fu irrimediabilmente rovinato nell’Ottocento quando il principe di San Antimo, che lo aveva ottenuto in donazione dal Cardinale Ruffo, ottenuto a sua volta dal re Ferdinando IV di Borbone, lo diede in affitto a dei caprai, i quali demolirono muri, pilastri e archi per ricavare la pietra da utilizzare nella costruzione dei recinti per il bestiame. Solo nel 1888 lo stesso principe donò il complesso al Comune. Di recente il castello è stato quasi completamente restaurato: si possono visitare le sale interne, i cunicoli ed i torrioni, e si può ammirare il bellissimo panorama del promontorio garganico. Bellissimo è anche il rione medioevale Junno, ben conservato e caratterizzato da case, addossate le une alle altre, a schiera. Sono ancora evidenti le tracce delle antiche mura di cinta della città medievale - IX-XIII secolo -, demolite successivamente a causa dello sviluppo longitudinale che ha avuto Monte Sant’Angelo negli ultimi due secoli. Il promontorio del Gargano costituisce, dal punto di vista biologico, un’isola, separata dal resto della penisola dalla piana del Tavoliere delle Puglie. Di natura calcarea, è ricco di forme carsiche, come grotte e doline. In origine ll promontorio era completamente coperto da foreste, ormai ridotte a circa il 15 per cento della superficie originaria, tra cui la Foresta Umbra, con la presenza di una razza speciale di mucche locali, le podoliche bianche… L’ uomo abita il Gargano fin dall’età paleolitica, circa 40.000 anni fa… il Tavoliere era in effetti un’ immensa steppa, per la maggior parte lacustre e scarsamente abitata, mentre il Gargano, costituiva una riserva di caccia, unica e insostituibile. L’uomo del Gargano, con il passare dei secoli, ha imparato ad allevare gli animali e da cacciatore è diventato pastore. Nel passaggio dell’età della pietra e quella del ferro - primo millennio avanti Cristo- sul promontorio i “siti” furono frequentati da popoli provenienti “dall’altro mare”, dall’ Illiria … I Dauni portarono qui in queste terre una nuova, splendida civiltà, che in seguito ebbe anche caratteristiche elleniche. L’arrivo dei Romani sulla montagna - IV-III secolo avanti Cristo - coincise con l’interruzione dei rapporti con i centri greci della pianura: Giove e la dea del focolare, Vesta, e il culto di Giano, il dio dal volto bifronte, simbolo dell’inizio e della fine di ogni cosa, del passato e del futuro. In particolare pare che la chiesina della “Rotonda” sita a San Giovanni Rotondo non fosse altro che il tempio - trasformatosi poi, in epoca cristiana, in chiesa dedicata a San Giovanni Battista- dedicato a Giano; il suo abside infatti conserva ancora la forma rotonda tipica dei templi di età romana… L’opera di evangelizzazione fu svolta dai marinai locali che avevano relazioni commerciali con l’ Oriente. Le prime Chiese Cristiane sul Gargano furono grotte. La montagna ospitò anche colonie di ebrei, slavi e siriani, uniti tutti dalla stessa fede cristiana. Il Gargano divenne un rifugio sicuro e la culla del cristianesimo e qui nacque una nuova civiltà, tra dirupi e grotte.Sono almeno duecento le necropoli che attestano la fitta rete di scambi tra le varie comunità religiose che si riunivano per pregare e per istruirsi. In seguito la professione di fede cristiana sul Gargano si manifestò con centinaia di chiese, monasteri, abbazie, romitori, grangie, celle. Attorno all’anno mille sulla Montagna Sacra passarono, silenziosi e penitenti, a piedi o a dorso di mulo, lungo conche e valli, innumerevoli pellegrini, attratti dalla grotta di San Michele arcangelo. Una umanità che cercò lungo le vallate e i dirupi della “Via Sacra Longobardorum” i segni e le testimonianze della propria esistenza.Il Gargano ha conosciuto le dominazioni bizantine, longobarde, normanne sveve, angioine, aragonesi e borboniche, ma il suo popolo ha sempre saputo vivere con coraggio. Il Parco Nazionale del Gargano, ha una fauna notevole, grazie alla pressocchè non accessibilità di alcuni suoi luoghi… sono presenti animali preziosi , bellissimi e spesso in via di estinzione o unici e rari, ill corvo imperiale , l’airone cinerino, ma anche le salamandre, la rana verde o il rospo smeraldo, i tritoni, le lucertole e i ramarri, il cervone e l’orbettino, le vipere, il capriolo e qualche gatto selvatico, il tasso,la martora, il riccio, il ghiro, la faina, l’ istrice, il cinghiale e la volpe … Sul Gargano sono molte le specie di uccelli che giungono dall’Africa x riprodursi, in particolare l’upupa e il cuculo … Il venti per cento della superficie del Gargano è ricoperto da fitti boschi di pino d’Aleppo, leccio, cerro, faggio, mentre su tutta la parte orientale, che scende verso il mare, domina incontrastata la ” macchia mediterranea “…. - x chi è interessato alle orchidee e volesse vedere quelle spontanee del Gargano basta cliccare in www.orchideedelgargano.it… sono uno spettacolo affascinante !- Il Gargano è lungo sessantacinque chilometri e largo quaranta, si unisce all’ Italia lungo il corso del fiume Candelaro, che sfocia nell’ex lago costiero Salso, nei pressi di Manfredonia. La sua particolarità è la sua totale indipendeza dagli Appennini e dal resto della penisola… e sono veramente splendidi i suoi circa duecento chilometri di costa, formata da arenili, pinete, insenature, strapiombi, dune, faraglioni, grotte… Vieste è il centro più importante del Gargano, ed è al centro di una splendida zona litoranea.E’ caratterizzata da lunghe e larghe spiagge di sabbia dorata, dalla costa alta e rocciosa, che ospita bianchi arenili, ed è anche una delle città più antiche della Daunia. La sua origine è sia storica che mitologica. Celebre è, infatti, la leggenda di Pizzomunno, che si identifica con un bianco monolito che si staglia per 25 metri all’inizio del bellissimo litorale che va verso Pugnochiuso. Secondo il mito Pizzomunno sarebbe stato, in realtà, un giovane tramutato in pietra dalle sirene, gelose del suo amore per la bella Cristalda. Il borgo fu libero da ingerenze esterne per secoli, fino a quando, come tutte le altre città del Mediterraneo, fu assediato da turchi e da pirati. Famosi sono rimasti nella tradizione e nella memoria locale gli assalti da parte del generale Acomatt, che la distrusse nel 1477. Nel 1554 invece, x colpa del corsaro Dragut Rais , Vieste cadde rovinosamente e ci fu il massacro dei suoi cittadini, nei pressi del Castello Federiciano,“Chianca amara“, proprio per l’eccidio dei numerosissimi viestani. Nel 1861, invece, l’ultimo assalto che Vieste dovette subire fu ad opera di truppe irregolari che appoggiavano i Borboni. E’ splendido il suo antico borgo medievale, con gli stretti vicoli e le scalinate e le case bianche, che sorge su un promontorio roccioso . In cima , poco lontano dal Castello - che fu fatto costruire da Federico II nel 1240 - si trova la Basilica, uno dei più antichi esempi di architettura pugliese dell’undicesimo secolo. All’interno della Cattedrale vi è un’importante statua di legno raffigurante S. Maria di Merino, al cui culto i viestani sono molto legati. Passeggiando nel borgo medievale si giunge nella piazza dove c’è il Seggio, un edificio con un orologio solare, che è la sede del vecchio municipio, e nei dintorni del Seggio c’è la Chiesa di S. Francesco, un antico monastero più volte distrutto dai turchi. Inoltre molto suggestiva è anche la Piazzetta Ripe, da cui si scorge in lontananza uno dei tanti ” trabucchi “, un antico strumento di pesca, formato da un intreccio di travi e di reti. |