Notte di Plenilunio L’amavo, attendevo il suo arrivo con trepidazione. Come un cane fedele, restavo delle ore ad ammirare il suo splendore e il suo incanto .I miei occhi, come incatenati, ipnotizzati, contemplavano il suo reame, il blu profondo dei cieli notturni si abbelliva poco alla volta di brillanti stelle scintillanti, che spiavano con un fervore solenne il momento della sua maestosa apparizione. E lei, la regina, appariva finalmente in tutta la sua magnificenza. Accompagnata dal suo seguito, serena, incurante, radiosa, usciva per fare il suo giro misterioso, per visitare il suo regno, il mondo della notte, e offrire all’umanità la luminosa chiarezza dei suoi raggi.
….
Tutto questo accadeva una volta, quando la contemplavo nel mio cielo ancora libero, quando ero ancora un uomo uguale agli altri uomini… Ma oggi, oggi che sono rimasto solo al mondo, solo, che la mia casa, la mia famiglia, il mio universo, il mio popolo sono stati crudelmente distrutti senza ragione da questi barbari - e io, solo dei milioni, condannato a morte, io resto qui incatenato alla mia prigione e sto morendo nella sofferenza, tra le angosce della morte - oggi, oggi quando la vedo, quando la vedo, fuggo da lei come uno spettro.

Quando si alza e brilla sulla mia notte, strazia la mia pelle che col tempo si è indurita attorno al mio cuore sanguinante. Solleva una tormenta che sconvolge il mio spirito, fa zampillare in me una quantità di ricordi che mi lasciano privo di forze, mi spezzano il cuore. … La notte scura è la mia compagna, i pianti e le urla sono i miei canti, il fuoco che brucia le vittime è la mia luce, l’atmosfera di morte è il mio incenso, l’inferno è la mia dimora…

Qui, non dovresti splendere! Qui, su questo angolo di terra pietrificato dall’orrore, dove gli esseri umani vengono seviziati con una selvaggia crudeltà e affogano in un oceano di dolore e di sangue, aspettando nel terrore la morte inevitabile, qui, non dovresti splendere!  Salmen Gradowski Sonderkommando Diario da un  crematorio di Auschwitz ,  1944  gli specchi Marsilio

I Sonderkommando erano le squadre speciali di detenuti ebrei obbligati a lavorare nelle camere a gas e nei crematori di Auschwitz-Birkenau. Gradowski scrisse questo diario probabilmente nella primavera '44, - documento nascosto da Salmen tra le ceneri di uno dei crematori, prima di essere assassinato, - unica testimonianza di un ebreo che visse l’inferno peggiore di un campo di sterminio.  Domani saranno passati sessant’anni dall’entrata delle truppe russe nell’orrore di Auschwitz . x non dimenticare, ho scelto un piccolo estratto del libro di Gradowski : chi meglio di quest’uomo poteva dirci cos’è stato Auschwitz, la ferocia degli aguzzini, i milioni di sommersi, vittime innocenti della follia umana del XX° secolo…
da EricaBlog 26.01.05

Treno senza ritorno

Tutti erano tatuati al braccio con un numero indelebile
Tutti dovevano morire nudi
Il tatuaggio identificava i morti e le morte.

Era una pianura desolata
ai bordi di una città.

La pianura era gelata
e la città
non aveva nome.

… Eravamo là tutte, parecchie migliaia, in piedi nella neve fin dal mattino - è così che bisogna chiamare la notte perchè il mattino era alle tre di notte -. L’alba illuminava la neve che fino ad allora aveva illuminato la notte - e il freddo aumentava… Restavamo immobili. La volontà di lottare e resistere, di vivere, si era rifugiata in una parte molto ridotta del corpo, soltanto l’immediata periferia del cuore. Eravamo lì immobili: migliaia di donne di tutte le lingue, strette le une alle altre, che abbassano la testa sotto le raffiche di neve che le sferzano. Eravamo lì immobili, ridotte al solo battere dei cuori . da Un treno senza ritorno di Charlotte Delbo (ed Piemme ), combattente della resistenza francese, non ebrea, deportata ad Auschwitz il 24 gennaio 1943, come politica e asociale, dopo aver assistito alla fucilazione del marito.

E’ un libro che ha lasciato un segno profondo, molto più profondo di tutte le altre testimonianze che ho letto, numerose, nel corso degli anni: la sua narrazione, la sua riflessione, la sua storia sono un racconto preciso, agghiacciante, crudo, di una donna che ha assistito all’orrore e alla morte inflitta dai nazisti agli ebrei ed a tutti i nemici del Reich, che ha scoperto la fatica di sopravvivere al freddo, alla fame, alla sete, alle violenze che confondono la mente, ai cani che uccidono, alle belve umane - donne e uomini SS, Kapò di varie nazionalità - che bastonano, picchiano, ammazzano crudelmente.

COME CI SONO TRENI CHE NON HANNO RITORNO, E STAZIONI CHE NON HANNO NOME, CI SONO ESPERIENZE DA CUI è IMPOSSIBILE RITORNARE. SOFFERENZE CHE è DIFFICILE DESCRIVERE…

Chi, come la Delbo, è sopravvissuto, non ha mai potuto dimenticare i campi della morte, i lager nazisti …Quei cani che ti azzannavano, lasciando segni indelebili, sono rimasti tutta una vita nei sogni di chi si è salvato… Chi è vissuto con loro ha sempre rispettato il loro silenzio, ha vissuto con loro gli incubi notturni per tanti, lunghi, lunghissimi anni… Nella giornata della memoria, oggi, in Piemonte sono stati ricordati anche gli oltre 600 000 mila soldati italiani (gli IMI) che passarono, per due anni  da tanti campi e sottocampi, senza mai accettare di dire sì al nazismo ed ai fascisti di Salò che cercavano di farli firmare … Ne tornarono pochissimi … a questi uomini che ebbero il coraggio di lottare per la libertà, va’ il mio ricordo di oggi… il ricordo dei loro sacrifici, degli orrori e delle crudeltà viste e subite, il silenzio di loro che furono dimenticati, e continuano ancora, troppo spesso, vergognosamente, a non essere ricordati mai !… il ricordo di loro che ormai sono morti, e restano solo nei nostri ricordi di famiglia … x non dimenticare, ma soprattutto x evitare che si ripetano simili orrori, ovunque nel mondo ….  da EricaBlog 27.01.05   

 

Gli Occhi della Paura. Ieri una notizia mi ha lasciata profondamente triste … Donatella Colasanti, la ragazza romana sopravvissuta al massacro del Circeo nel settembre del 1975 è morta in un ospedale della capitale alla fine dell’anno. Come il sindaco di Roma, Veltroni, anch’io penso che ” sia stata protagonista di una vicenda che ha segnato la città di Roma e tutto il Paese “… Allora, quando successe, avevo vent’anni ed ero a Torino x gli esami all’Università … avevo solo 3 anni in più di lei e non dimenticherò mai le immagini agghiaccianti di quella ragazzina, massacrata con una spranga di ferro, dopo quella tragica notte in cui la sua amica Rosaria Lopez fu uccisa, ed entrambe furono sottoposte a sevizie e violenze dai tre neofascisti pariolini ,Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira. Donatella Colasanti si salvò, fingendosi morta, e fu ritrovata in fin di vita il giorno dopo nel bagagliaio di una Fiat 127, in via Pola a Roma, - dove i suoi aguzzini, con estremo disprezzo x i corpi delle due ragazze, l’avevano posteggiata, - da un vigile urbano che passava di lì… Da allora è passato tanto tempo e tanti altri episodi brutali sono stati commessi, ma l’immagine di Donatella è sempre stata x me un momento di profondo dolore e commozione … xchè noi allora eravamo ingenue e libere … ma ciò che lei subì quella notte, una violenza inaudita, inconcepibile, che le ha segnato tutta la vita successiva, e il suo profondo, continuo, inutile desiderio di avere giustizia e verità, xchè in un sistema di uomini, uomini che hanno concesso ad Izzo di uscire dal carcere - e poi di ammazzare nel 2005 altre 2 donne! -, sicuramente x lei era impossibile ottenere ciò che desiderava, ci ha fatto capire quanto fosse pericoloso essere ingenue e credere di poterci fidare dei maschi… I suoi occhi, quegli occhi terrorizzati, pesti, pieni di paura, di vuoto, con tutto quel sangue intorno, nel viso ridotto ad una maschera ed il corpo completamente nudo e lacero, occhi sopravvissuti che avevano sfiorato la morte e mai più tornarono ad essere allegri, sereni, felici e fiduciosi, o persi x ore nei sogni di una spensierata ragazzina diciassettenne che immaginava un futuro di donna, un compagno, dei figli, un matrimonio … x sempre sono rimasti nel fondo della mia mente, silenziosi, a ricordarmi cosa può succedere se il destino ti mette sulla strada di bestie di quel tipo, e poi hai pure la sfortuna di essere accusata di essere andata a cercarteli da sola i guai … essere ingenue e credere che dei bei ragazzi ricchi sono interessati a te è stata la sua unica grande colpa … e cercare giustizia, fino alla fine, x tutti questi lunghi anni, il suo grande coraggio xchè Donatella ha sempre combattuto contro un sistema che non solo non le ha reso giustizia, ma anche si è beffato troppo spesso di lei e di ciò che aveva subito … Lei non cercava vendetta, voleva solo quella giustizia che si meritava … Ciò che a lei è successo, il peggio che poteva essere fatto ad una ragazza, è stato un monito x noi che ervamo alle soglie della vita adulta … io spero che lei ritrovi quella pace che x trent’anni le è stata tolta dalla ferocia di 3 squallidi esemplari indegni di chiamarsi uomini nella morte eterna e che i suoi occhi possano tornare a risplendere felici ! “Battiamoci per la verità” sono state le sue ultime parole …
Oggi una grande giornalista ha scritto uno splendido articolo di fondo sulla prima pagina del Quotidiano La Stampa e credo che le sue parole siano il migliore omaggio che una donna potesse dedicare a questa ragazza di allora così sfortunata …

Quegli occhi simbolo della paura
di Elena Loewenthal
Quegli occhi sembravano saltar fuori dalla foto sui giornali. Sbarrati. E vuoti. Anzi, no: pieni ma solo di terrore. Vivi? Forse. E comunque mai più come prima. Quante volte li abbiamo rivisti, dentro le nostre emozioni. Nella memoria. Nelle parole dette e in quelle taciute. Quante volte ce li siamo sognati, gli occhi di Donatella Colasanti.
Noi che nel 1975 eravamo non ancora adulti ma nemmeno più bambine: le prime adolescenti postsessantotto. Le prime a goderci, con beata sicurezza, la rivoluzione femminista. A darla per scontata senza averla dovuta combattere. Per noi, cresciute sopra le gioiose ceneri dei reggiseni che qualcun'altra aveva buttato sul rogo sputando sangue e fatiche, il massacro del Circeo è stato lo spettro ricorrente. L'onda lunga di quella paura che mamme e nonne ci raccontavano e che noi guardavamo con una sufficienza un poco incredula. Paura degli uomini. Dei loro soprusi. Di violenze che a noi parevano incredibili. E invece, ecco gli occhi di Donatella. E il silenzio di Milena Sutter: una ragazza proprio come noi. E Donatella e Rosaria. Allora il drago cattivo esisteva ancora! Allora, le nostre nonne e mamme non avevano tutti i torti, a dirci di non dare troppa confidenza ai maschi. Di non allontanarci da sole con loro. Di non andare troppo baldanzose incontro al nostro destino di donne (e prima ancora di adolescenti) finalmente liberate. Questo ci dicevano allora e hanno continuato a dirci, tenaci nella nostra memoria, gli occhi di Donatella: un male tremendo, irrimediabile. Di fronte al quale restiamo indifese. Perfino adesso che siamo grandi, adulte, madri, inevitabilmente emancipate. Quegli occhi ora chiusi per sempre ma di certo mai in pace, ci sgomentano oggi proprio come allora. Sono un tuffo di memoria che toglie il respiro, sono una fitta al cuore.   da EricaBlog gennaio 2006   

Perchè?     Sabato e domenica sono stata nelle Marche, una bellissima terra dalle ondulate colline verdi, tutte coltivate, che dal mare salgono fino alle pendici dei monti … x arrivare a Tolentino e a Macerata, che non avevo ancora mai visto, siamo partiti in pulman alle sei del mattino ed abbiamo viaggiato x oltre sei ore, attraversando ben 4 regioni, il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia e le Marche, ma eravamo pieni di allegria e gioia di essere in gruppo e di nuovo insieme in un’altra avventura culturale, di conoscenza dell’arte, della religiosità ma anche della cucina locale… una giornata calda e serena, piacevole e intensa… e poi l’arrivo in albergo alle 8 di sera, stanchi ma desiderosi di andare a cena tutti assieme, e qualcuno, come sempre, ha acceso subito la Tv… Perché?

Perchè dover sentire quella voce angosciata e spaventata annunciarci improvvisa la morte di un piccolo bimbo che x un mese si è sperato di rivedere vivo tornare tra le braccia dei suoi genitori affranti e disperati? perchè la bestia umana ha atteso così a lungo prima di dire come e dove lo aveva brutalmente ucciso ? perchè tanta crudeltà e ferocia? xchè quello squallido mercato di interviste e scoop in Tv senza nessun rispetto x un bimbo che era stato portato via, così piccolo e così malato ?

Era proprio necessario continuare a parlare, scrivere, mostrare in Tv una tragedia così triste, dolorosa e squallida? e anche adesso che la tragedia si è consumata ed è finito quel calvario di speranze inutili e vane, è necessario continuare a sentir parlare, parlare, parlare all’infinito ?

In nome della cronaca e del diritto di informazione, si arriva spesso, tanto , troppo spesso, allo sciacallaggio più sordido e squallido, che invade la privacy di un dramma, di un dolore, di una morte così sconvolgente e assurda, quella di un bimbo, di una ragazza, di una famiglia, di giovani e meno giovani massacrati senza pietà alcuna x interesse, x gelosia,  x follia, x un non rispetto della vita umana più forte di qualsiasi sentimento o valore morale, etico, religioso, civile, ormai estinti e perduti x sempre

Perchè la società è malata ? perchè si lasciano liberi individui pericolosi e recidivi di altri reati già commessi ? perchè si vuole sempre e ad ogni costo applicare leggi buoniste e caritatevoli che lasciano in libertà mostri e assassini pericolosi ?

Sono da sempre contraria alla violenza ed alla pena di morte xchè ritengo che un individuo non abbia, mai , in nessuna occasione o circostanza , il diritto di decidere della vita di un altro uomo, ma quando le belve ed i mostri acquistano importanza e potere e vengono intervistati come degli idoli dai cronisti Tv, beh, penso che sia veramente ora di riportare il mondo a valori e a regole un po’ più serie ed oneste, a far sì che gli assassini vadano in carcere x sempre, con un trattamento di non favore, a scontare le loro colpe nella vergogna personale  e nel disprezzo di chi ha dovuto assistere a simili eccessi disgustosi…

Una preghiera x un bimbo che non sorriderà mai più, felice, con quegli occhioni enormi, una preghiera x un piccolo che non riabbraccerà mai più il suo cagnolino, il suo babbo e la sua mamma tanto amati…

Una preghiera x la sua mamma ed il suo babbo che hanno sperato così a lungo e creduto così tanto di poter rivedere ancora vivo il loro piccolo …

Una preghiera x un altro piccolo bimbo, x il figlio di un assassino che ha violentato ed ammazzato, senza vergogna e senza pietà, un bambino che crescerà con un enorme peso sulle spalle, con l’onta di due genitori così, con la vergogna di essere il figlio del carnefice senza scrupoli che si faceva intervistare in TV come persona a conoscenza dei fatti!!!…

Una preghiera x tutti quei morti assassinati di questi ultimi tempi, troppi x chiederci ancora perchè, perchè è successo, perchè non è stato possibile impedirlo, perchè le nostre leggi sono così deboli, fragili, perdoniste, così assurde a volte da farci venir la voglia di tornare indietro, tanto tanto e di vedere gli assassini puniti ed obbligati a subire una condanna esemplare, in un bel bagno penale, in un isola solitaria, senza privilegi, senza Tv, senza tanto clamore e pubblicità vergognosi !

Oggi mi sento ben poco orgogliosa di essere italiana, oggi ho vergogna xchè nella nostra civile, moderna, consumistica patria si ha ancora il coraggio di rapire e di ammazzare nel modo più atroce un innocente, un piccolo indifeso innocente!!!

Grande è la vergogna, grande è il dolore x quell’anima innocente, vittima della crudeltà di uomini malvagi e senza cuore e del peggior giornalismo senza cuore e senza sentimenti che mai si sia fatto, e ancora si fa, sempre e ormai, in italia …

ciao , piccolo dolce bimbo dai grandi occhioni sorridenti … un bacio ed una lacrima x ricordarti e x volerti sempre bene, con la rabbia nel cuore e tanta voglia di urlarla a quei bastardi che ti hanno tolta la vita, freddi, cinici, spietati e… così ignobili !

Oggi , in un’aula di scuola, in un pomeriggio di sole primaverile, con un forte vento che soffiava impetuoso contro le finestre, facendo lezione con i miei alunni più grandi, il mio pensiero era ben lontano da quel libro di inglese che avevo davanti

Il mio pensiero era rivolto ad un piccolo bimbo che è salito in cielo e che ha sicuramente già incontrato un grande uomo che ci ha lasciati un anno fa, nel dolore e nella sofferenza della malattia, il papa, quel papa polacco così grande nella sua semplicità, di cui sento sempre più la mancanza

Io che sono così poco praticante e spesso non condivido i dogmi della chiesa, ho sempre amato quell’uomo forte e tribolato che avvicinava gli uomini con semplice amore e tanta gioia, nella voce e nel cuore … un pensiero anche a lui, che possa vivere nella gioia e nella serenità l’eternità di un’altra vita non terrena .  da EricaBlog 3aprile 2006

22-06-2010
Fiere e hobby creativi
 BERGAMO CREATTIVA - FIERA DELLE ARTI MANUALI    8 - 10 ottobre 2010   Bergamo   Passatempi e Passioni   Salone...
13-02-2010
San Valentino
 Nella sezione Lavori i nuovissimi AuguriAmore2010 nati da un  complesso lavoro di grafica con adobe PhotoshopCs3 e le immagini della mia digitale
04-09-2009
Angelo PortaLavanda
Nella sezione Schemi e Progetti  > PROGETTI , tutte le spiegazioni per creare un piccolo Angelo porta lavanda bello e profumato
www.pupazzipensieri.it - © 2005 gattei.com - web agency