X la terza volta in 4 mesi ho attaversato tutta l'Italia del Nord:dopo la visita di Rovereto in aprile e due giorni, ai primi di giugno, in Germania e in Austria, a Salisburgo, questa volta sono andata in Val Venosta, la bellissima valle che sale da Merano e porta al lago di Resia attraverso cittadine e borghi antichi, circondati da alte montagne, tra cui l'Ortles, e da coltivazioni immense di meleti famosi   Prima tappa, con pranzo in un ristorante al centro del paese, Silandro. A metà valle, Silandro, il cui nome compare x la prima volta in documenti del 1077, è il centro principale ed è circondato da frutteti, vigneti e boschi. Famoso è il campanile della chiesa di Santa Maria Assunta , del 1505, che svetta sul paese con i suoi 97 metri : è il più alto del Tirolo ed è particolaremente appuntito, anche se pende verso ovest, forse x meglio resistere ai venti che arrivano dalla piana di Lasa, famosa x il suo celebre marmo   Nel pomeriggio a Marienburg, l'abbazia di Santa Maria, sulla montagna sopra Burgusio, il paesino agricolo dove ho cenato e poi dormito in albergo, un edificio moderno ma tradizionale, con delle camere spaziose ed una vista bellissima sull'intera valle, con i balconi in legno ricoperti di vasi di gerani.  Il convento fu fondato verso il 1200 e la chiesa barocca è l'unica della Val Venosta ad avere 3 navate colonnate. Molto bello il portale ad arco a tutto sesto del Duecento con accanto un affresco del Settecento. Mi è però piaciuta soprattutto la cripta del 1156 con affreschi romanici dagli influssi bizantini e la volta a costoloni del 1180 circa con gli angeli dagli abiti molto interessanti. E naturalmente non ho potuto non ammirare il magnifico orto accanto al convento, di una simmetria e di un ordine splendidi con tutte le verdure senza un filo d'erba!     Più sotto c'è il castello del Principe, attuale sede della scuola alberghiera, con la sua alta torre  Poi Sluderno, ai margini dell'ampia conca delimitata a sud dai ghiacciai dell'Ortles, con i vigneti ed i boschi, in una posizione soleggiata e riparata dai venti, un biotopo che si estende x oltre 100 ettari e che nel suo genere è il più grande dell'Alto Adige, e le sue case antiche e pittoresche.  Qui domina imponente sull'abitato Castel Coira, Churburg, costruito nel XIII secolo . Attraversato il paese, si sale a piedi x un sentiero ripido ma ben tenuto, in mezzo agli alberi , su su fino all' entrata del castello, dove una simpatica e divertente, oltre che bravissima, guida dal marcato accento tedesco e dalle battute buffe e scherzose ci ha accompagnati nella visita dell'intero castello    Dal 1500 appartiene ai conti Trapp, che lo trasformarono nella più bella residenza rinascimentale dell'Alto Adige. Bellissima e celebre è la splendia armeria con la più grande collezione privata di armature del mondo e altrettanto bello il cortile interno circondato da un loggiato del XVi secolo tutto dipinto, unico nel suo genere.  I conti Trapp erano al castello xchè la bandiera azzurra era alta sul pennone e quando siamo entrati nella parte interna, dove non si può fotografare, nel famoso cortile circondato dal loggiato del primo piano, è sbucato all'improvviso da una porta a lato, vicino ad una grande catasta di legna perfettamente impilata, un signore non più giovane, alto distinto elegante in camicia bianca e giacca militare di lino , con al fianco una deliziosa bimba di 4-5 anni circa ed un maschietto più piccolo , tutti e due molto belli Era il conte in persona, molto signorile ed estremamente gentile, che ci ha salutato in un italiano decisamente ... teutonico e che ci ha presentato i due nipotini aggiungendo che la piccola " parla italiano xchè abitualmente vive a Zurigo , in Svizzera! "... poi sono entrati tutti e tre in una stanza dal lato opposto, le cucine del castello ! Lì accanto abbiamo visitato la sala da pranzo autentica dell'epoca, con mobili antichi originali, piatti di peltro, sedie, cassapanche ed i soffitti con i buchi, molto autentici, lasciati dalle pallottole delle armi dei lanzichenecchi dei tempi in cui erano di guardia al castello e ... si annoiavano durante le pause di riposo, lontano dalle doppie mura di ronda ! Al primo piano abbiamo visitato l'intero loggiato ed ammirato i muri dipinti, e ben conservati, con le pitture antiche originali dei melograni E qui, durante le spiegazioni della nostra guida che accennava alla storia dei Conti Trapp, ecco che si apre una porta di legno e ... e compaiono come due folletti i piccoli conti ... la bimba si rivolge a me e a chi era lì accanto a me, abbastanza lontano dal gruppo, in un perfetto italiano e ci dice che deve andare al piano di sopra salendo le scale ... scale bloccate dal gruppo di 50 vocianti signori e signore italiane di varie età che parlano con la guida Allora le ho offerto la mano x accompagnarli alle scale senza problemi: lei è venuta subito e mi ha dato una bella manina solida e forte , ma poi è dovuta andare a recuperare e a spingere senza tante cerimonie il fratellino che si stava allontanando a marcia indietro x andare a nascondersi ... anche lui mi ha dato la mano, o meglio le punte delle dita , leggere e spaurite, e appena il gruppo si è mosso e ho trovato un varco x farli passare, si è infilato di corsa su x le scale ... lei invece si è girata a guardarmi e solo quando l'ho salutata , si è a sua volta messa a correre su x gli scalini che portano al secondo piano del castello, dove poi siamo andati anche noi poco dopo a vedere la sala dei ritratti di famiglia: le donne, ad eccezione di due, non erano granch'è belle, ma i loro abiti erano molto insoliti e molto interessanti ... c'era anche il ritratto del nonno dell'attuale conte, un bellissimo uomo molto molto alto, con una splendida divisa nera e oro - la stessa che si poteva ammirare in una bacheca d'angolo - che portava alla corte di Vienna dove era il Camerlengo dell' Imperatore d'Austria ! Al ritorno, ho preso la navetta, questa volta. Tappa a Malles , x vedere una chiesetta, la Chiesa di San Benedetto, dell' VIII secolo, dove sono stati scoperti alcuni dipinti dell'epoca carolingia , tra cui l' unico ritratto esistente al mondo di un signore feudale francone, e poi a Burgusio    Domenica visita al Lago di Resia, in alta Val Venosta, dove nasce il fiume Adige, e dove ancora si innalza dalle acque del bacino artificiale il campanile di Curon, che risale al Trecento, e che è sommerso dal 1950, quando l'intero paese di Curon dovette essere abbandonato dai suoi abitanti x permettere la costruzione del bacino idroelettrico. Una vera tragedia x chi ci viveva da sempre, che perse la casa e le terre e dovette andarsene, alcuni nel nuovo paese di Curon, altri in Austria, altri ancora invece morirono di crepacuore ...    Ma il luogo, secondo me, più bello è la cittadina di Glorenza, che con i suoi 850 abitanti è la più piccola delle Alpi. Circondata da un imponente muro di cinta con torrioni e camminamenti di ronda, perfettamente conservati, è una vera meravigllia medievale . Molto interessanti i suoi 3 portoni, i portici del XIII secolo, le vestigia del XII e le case patrizie del Cinquecento.           Nel pomeriggio, lasciata la Val Venosta, sono entrata in Svizzera, nel Canton dei Grigioni. A Mustair, nella chiesa vicino al monastero di San Giovanni, un edificio carolingio con tre absidi originali, con gli affreschi interni, scoperti x caso quando vennero trovati nel sottotetto della chiesa resti di pittura murale dell'alto medioevo . Vi sono anche pitture romaniche, risalenti alla fine del XII secolo, quando nel monastero entrarono le monache benedettine che fecero ridipingere l'intera chiesa. Sulla parete destra dell'abside centrale è dipinta anche la figura romanica di Carlo Magno, probabilmente fatta fare dal vescovo di Coira Egino, dopo la canonizzazione del Barbarossa, nel 1165 o 66 A sinistra dell'altare principale, si trova il Tabernacolo nel quale fu conservata un ' ostia santa che aveva sanguinato, di cui si persero le tracce nel 1799 e che resta quindi solo un ricordo di un miracolo non verificabile . Da lì, attraversato il parco nazionale svizzero dell'Engadina, con boschi laghi e montagne meravigliose, ho fatto ritorno a casa attraverso la Lombardia .... luglio 2006 
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